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Il parco conserva i resti dell'antico abitato di Carbonara, distrutto da un violento terremoto nel 1930. Questo parco archeologico rappresenta una testimonianza significativa della vita e dell'architettura di un paese irpino fino ai primi decenni del XX secolo. Il nome "Carbonara" deriva probabilmente dalla presenza di boschi e carbonaie che caratterizzavano l'area in passato. Prima del terremoto, Carbonara era un vivace centro abitato, con case, chiese, piazze e strade acciottolate che riflettevano l’organizzazione di un tipico borgo rurale del sud Italia. Dopo il sisma del 1930, gli abitanti si spostarono nell’attuale Aquilonia, lasciando il vecchio insediamento in rovina. Il parco archeologico di Carbonara è oggi un vero e proprio museo a cielo aperto, dove è possibile esplorare i resti delle antiche abitazioni, le mura perimetrali e i ruderi delle chiese. Passeggiando tra le rovine, i visitatori possono farsi un'idea della struttura originaria del paese e rivivere, attraverso le tracce materiali, la vita quotidiana della comunità che un tempo vi abitava. Le case in pietra, molte delle quali ancora ben conservate nelle fondamenta, raccontano di un'architettura semplice ma funzionale, tipica dell'Irpinia rurale.