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Situato su un piccolo altopiano delimitato dal fiume Sabato, il sito è stato restaurato tra il 2006 e il 2007 grazie a un protocollo d'intesa tra il Comune di Serino e la Soprintendenza per i Beni Archeologici delle Province di Avellino, Salerno e Benevento. Secondo alcuni studi, questo Parco risalirebbe al XVIII secolo e, secondo la tradizione, sarebbe identificabile con la mitica città di Sabatia, appartenente agli Hirpini, distrutta dai Romani per il suo sostegno ad Annibale durante la seconda guerra punica. Dopo la distruzione, gli abitanti si rifugiarono nell'Alta Valle del Sabato, originando così gli insediamenti di Serino e la frammentazione del territorio in 24 frazioni. Oggi, il Parco Archeologico è caratterizzato da una cinta muraria di epoca longobarda, con una circonferenza di circa 2 km. Grazie al lavoro di restauro, sono stati recuperati e resi visibili parte delle mura, alcune torri e una porta. Utilizzando materiale originale sparso sul sito, è stato possibile ricostruire torri e cortine murarie fino a un'altezza di 5 metri, restituendo così al sito parte del suo aspetto fortificato originario.