Situata sulla sommità di uno sperone roccioso, nella parte più alta e panoramica del borgo, la Chiesa, originariamente dedicata a San Giovanni Battista, assunse la sua attuale denominazione nel 1735, quando i signori Luigi e Gregorio Pinto y Mendoza ricostruirono il paese e l’edificio religioso, ormai ridotto in rovina. L'esposizione ai forti venti e alle intemperie, dovuta alla sua posizione elevata, insieme ai terremoti, ha causato notevoli danni alla struttura nel corso del tempo. Dopo i lavori di restauro seguiti al sisma del 23 novembre 1980, la Chiesa è stata riaperta al culto nel 1991, mantenendo il suo impianto e aspetto originale.
L'edificio conserva l'originaria pianta a croce greca con cupola centrale, restaurata per riportarla all'antico splendore. La facciata esterna, semplice e lineare, è affiancata da un campanile del 1826, sormontato da una statua di Gesù Cristo e provvisto di un orologio in pietra con un antico quadrante, che rimpiazzò l'orologio pubblico un tempo posizionato sul "Portone Nuovo", demolito nel 1830. All'interno, si può ammirare l'altare maggiore in marmo del 1888, sormontato da una vetrata raffigurante la Colomba dello Spirito Santo. L’arredo sacro comprende pezzi risalenti all'inizio del XX secolo e numerose statue, tra cui spiccano le lignee rappresentazioni di San Crescenzo, San Michele Arcangelo, San Rocco e Santa Maria di Valleverde, portata in processione durante il pellegrinaggio annuale verso l’omonima località a Bovino, in provincia di Foggia, non lontano da Montaguto.