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L'edificio religioso attuale fu costruito dopo il devastante terremoto del 1980, che distrusse la precedente chiesa. Dei resti della struttura originaria rimangono solo alcuni ruderi, come la parete absidale e le basi in pietra delle antiche colonne all'ingresso. La devozione della comunità di Teora per il Santo Patrono, San Nicola di Mira, nasce dal trafugamento delle sue reliquie in Oriente nel 1087, che furono poi custodite a Bari. La devozione si espanse sotto la dominazione normanna, tra l'XI e il XII secolo, contribuendo al rafforzamento del borgo medievale di Teora. La chiesa originaria, che dominava la vallata e si affacciava su una piazza rettangolare, aveva una facciata quadrangolare con una torre campanaria a destra, che svettava su tutto il centro abitato. All'interno, si trovavano importanti opere d'arte, tra cui il dipinto "La Morte di San Nicola di Mira" di Angelo Michele Ricciardi (1749), oggi conservato nel nuovo edificio religioso. La Chiesa Madre odierna custodisce numerosi arredi provenienti dal precedente luogo di culto, nonché dalla Congrega dei Morti. Tra i pezzi di valore, spiccano le statue lignee di San Nicola di Mira (XVII secolo) e di Sant'Emidio (XVIII secolo), un crocifisso in legno del XVIII secolo, due altari (uno in marmo del XIX secolo e l'altro in pietra rossa e marmi del XVIII secolo), oltre a una statua lignea della Madonna col Bambino e tre dipinti raffiguranti gli Evangelisti.